Rambaldi Rare Books

  • Scheda libro

    • ANTONIUS DE RAYMUNDIA

       

      Libellus contra beneficiorum reservationes. [PETRUS DE CEFFONS] - Epistola Luciferi. (Parigi, Guy Marchant, 1498). (Legato con:) PETRUS DE BOSIO - Dialogus inter clericum et militem; Compendium de vita Antichristi.

       

      4to (cm 20), attraente legatura in marocchino rosso in stile 'Bozerian', decorata in oro sui piatti con cornici concentriche, bell'esemplare con ampi margini, molto fresco. Bella xilografia al frontespizio della prima opera, ripetuta poi al frontespizio della seconda op., ed in fine, come marca tipografica in fine. Car. gotico su 40 linee, cc. (8); Cc. (8). Prima opera: Prima edizione di questa placchetta contenente due scritti anticlericali di origine medievale. Il 'Libellus' _ una breve invettiva contro i privilegi della Chiesa in generale, e in particolare contro la simonia e il nepotismo, i grandi vizi della corte papale nel Medioevo. Ma, soprattutto, _ importante la 'Epistola Luciferi', uno scritto attribuito al cistercense Pierre Ceffons, composto intorno al 1350 e indirizzato a papa Clemente VI (per l'attribuzione cfr. P.D. Trapp, in "Recherches de th_ologie ancienne et m_di_vale", n. 245, 1957, pp. 101-154; e G. Zippel, in "Bullettino dell'Istituto storico italiano per il medio evo e Archivio muratori ano", n. 70, 1958, pp. 125-179). Tramandata da numerosi manoscritti, e ampliata e modificata nel corso del Quattrocento da Guillaume Bud_, la lettera di Lucifero ebbe un grande successo editoriale sin dai primordi della stampa, soprattutto in ambiente riformato. Essa veniva sentita di grande attualitˆ, in un'epoca in cui la corruzione della Chiesa era giunta ai massimi livelli. Fu in particolare dopo l'elezione al soglio pontificio di Alessandro VI (1492) che iniziarono a circolare numerose copie dell'Epistola o di scritti che a essa si ispiravano: la condotta depravata e senza scrupoli di papa Borgia era letta come un segno evidente del trionfo dell'Anticristo. Nella lettera che il principe degli inferi invia al papa per congratularsi con lui dei servizi resigli _ da leggersi quindi il ritratto in negativo della Chiesa di Cristo, i cui precetti originari erano stati abbandonati dai successori di Pietro (il papa preferisce Simon mago a Simone-Pietro), come avrebbe poi sostenuto di l“ a poco anche Lutero. L'avvento di un capo temporale della Chiesa - dice Satana - era stato decisivo perch_ le leggi degli inferi si potessero affermare su quelle di Cristo. Da allora, i papi vollero gareggiare con il potere del diavolo: "estis famelici, plus quam ante pauperes opprimitis, omnia rapitis, totum pervertitis, inflati superbia, luxuriose viventes, [...] vobis edificatis palatia [...], comeditis cibaria et bibitis vina [...]. O societas gratissima demonibus [...]!". La lettera, datata 1351, si conclude con la promessa di Belzebu di una ricompensa al papa: "Valeatis illa felicitate qua vos desideramus et intendimus finaliter premiare". Pierre Ceffons, monaco di Clairvaux, fu testimone della peste di Parigi del 1348. Nonostante l'abbondanza e la varietˆ di opere, il suo nome _ rimasto sconosciuto praticamente fino al 1957, quando alcuni suoi manoscritti sono stati scoperti e identificati nella biblioteca municipale di Troyes. Ottenuto il baccalaureato nel 1348-1349, termin˜ il corso di studi teologici nel 1353, ma non sappiamo nulla della sua carriera successiva. Tutti i suoi scritti sono venati di spirito polemico nei confronti della Chiesa. Arnoult 106; Copinger 524 = 5030; Goff A-916; GW 2255; IGI 749; ISTC ia00916000; Lef_vre 25. Seconda opera: Stampato per la prima volta a Colonia nel 1473, Il 'Dialogus inter clericum et militem' _ un trattato intorno ai limiti del potere temporale e di quello spirituale, in forma di dialogo tra un cavaliere e un ecclesiastico, e fu composto probabilmente poco prima del 1302. Talvolta erroneamente attribuito a Guglielmo di Ockham, il pamphlet _ da ascriversi forse a Pierre Dubois (ca. 1250-ca. 1320), uno dei pi_ attivi pubblicisti della corte di Luigi. Esso si colloca all'interno del contesto delle lotte tra la monarchia francese di Filippo il Bello e papa Bonifacio VIII (che ispirarono anche il 'Defensor pacis' di Marsilio da Padova). L'obiettivo polemico di questo scritto _ il clero fiammingo sollevatosi contro il re di Francia. I motivi di interesse per un lettore di Colonia (dove fu stampato la prima volta) risiedevano nella discussione circa la legittimitˆ della tassazione delle proprietˆ ecclesiastiche da parte dell'autoritˆ civile locale, una questione cruciale per la cittˆ di Colonia in disperata ricerca di fondi per sostenere le spese belliche della guerra contro Carlo I di Borgogna (il Temerario). A tutte le 13 edizioni incunabole censite _ aggiunto l'anonimo 'Compendium de vita Antichristi' (v. sotto); nove furono stampate a Colonia (uno stemma di queste edizioni _ stato recentemente stabilito da Wolfgang Schmitz in 'Die K_lner Ausgaben des Dialogus inter clericum et militem', Gutenberg Jahrbuch 1999, pp. 106-112). Quest'opera fu uno dei primi libri a essere censurati, cos“ come Colonia fu una delle prime cittˆ a cadere sotto il controllo delle autoritˆ ecclesiastiche in materia di stampa (P. Grendler, 'The Roman Inquisition', Princeton 1977, p. 71). Nel 1479 l'Universitˆ di Colonia ottenne da Sisto IV l'autoritˆ per la censura e il controllo di stampa e stampatori. I caratteri tipografici utilizzati sono una variante di quelli incisi da Johann Veldener e impiegati, con minime variazioni, in altre stamperie di Colonia e persino da William Caxton (che fu l'importatore della stampa in Inghilterra. Per l'attribuzione, cfr. R. Scholz, 'Die Publizistik zur Zeit Philipps des Schoenen und Bonifaz 8', Stuttgart, 1903. Il 'Compendium de vita antichristi' _ uno scritto che si trova in coda a moltissime edizioni del 'Dialogus', nonch_ a quasi tutte le edizioni del 'Praeceptorium divinae legis' di Niccol˜ di Lira, ma non va confuso con l''Antichristus' circolante anche autonomamente (GW 2050, stampato nel 1482 circa). Questo trattatello _ una sorta di "biografia" dell'Anticristo (un'"antiagiografia"), fondata sulle testimonianze bibliche e riattualizzata tramite i riferimenti impliciti alla storia recente della Chiesa. Secondo l'anonimo autore, l'Anticristo proverrebbe dalla trib_ di Dan (l'unica a non essere menzionata nella Apocalisse), una delle 12 famiglie in cui era suddiviso il popolo ebraico nell'Antico Testamento, e sarebbe stato generato da una fornicatrice fecondata da spirito maligno. Inoltre, sarebbe nato a Babilonia. Attraverso la lettura degli indizi sparsi negli scritti dei profeti, l'autore descrive la parabola dell'Anticristo, fino alla predizione della fine del mondo. Il 'Compendium' si riallaccia a un filone assai antico, se _ vero che in esso ci sono evidenti echi - oltre che di un'opera pi_ o meno contemporanea, ossia il 'Fortalicium fidei' di Alfonso de Espina (vescovo di Orense, morto nel 1469), apparso in almeno sette edizioni in Germania tra il 1471 e il 1525 - della 'Epistola ad Gerbergam reginam de ortu et tempore Antichristi' (detta anche 'Libellus de Antichristi') scritta dall'abate Adso sul finire del X secolo. Arnoult 522; BMC VIII 65; Goff D157; GW 8273; IGI 3408; Mendes 420, 421; Pellechet 4355; Polain(B) 1327.

       

      Parigi, Guy Marchant, 20 September 1498

       

      € 9.000,00


     

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